22 febbraio 2018

Quel fragoroso rumore di nulla e di sé

Non capisco chi fugge dal proprio silenzio, da quel fragoroso rumore di nulla e di sé che ognuno si porta in quello spazio poco definito che sta tra mente e fegato. Un suono atavico che batte tra pensieri e colpe, tra un desiderio e la sua attesa, tra parole mai dette e quelle sussurrate nei sogni. E' davvero così spaventevole sentirsi pensare o, addirittura, tacere? Troppi sono quelli intenti a tamponare i silenzi e farlo con quel che capita. Li vedo intenti a rimbalzare musica da ogni dove, stritolare telefonini e tablet alla ricerca di inutilità varie e altre facce e mille idiozie. Parlare per parlare senza meta né arte. Basterebbe un silenzio. Uno solo ogni tanto.

[foto by theflickerees]

20 febbraio 2018

Il maschio

Il maschio si intabarra nella propria veste di conquistatore impietoso. Osserva le donne con l'occhio di un imbalsamatore e ne percorre curve e muscoli per tastarne l'essenza leccandosi appena gli incisivi. Il maschio annusa l'aria e sferza colpi di sano cinismo appena se ne presenta l'occasione. Il maschio non sbaglia un colpo e pulsa di certezze di granito e plexiglass. Il maschio parla solo di sesso, soldi e sport navigando a vista tra luoghi comuni e frasi fatte. Non si scompone e non si emoziona se non per fingere un'apprensione che non ha. Il maschio è solo un esemplare umano ma, di certo, non è un uomo.

[foto by moejo]

15 febbraio 2018

Le cose

Riempirsi la vita di cose. Cose comprate in fretta, dopo uno sguardo, come fanno i bambini presi dai loro capricci. Inondare ogni spazio e gonfiarlo di cose lasciandole lì dove sono, dimenticando e sovrapponendo cose alle cose. Un accumulo che si tramuta in un miscuglio di oggetti spesso inutili e troppo silenti. Stanno lì ad incamerare tempo e polvere. Quelle cose riempiono vuoto, un vuoto mai desiderato ma arrivato lo stesso e a tradimento. Al loro posto servirebbe una persona, un individuo che viva, pensi, parli e sbagli. Le cose non vivono, non pensano, non parlano e non sbagliano.

[foto by yup12]

12 febbraio 2018

Ansia, ansia, ansia

Ho vissuto per troppo tempo strangolata da fretta, angoscia, pressioni, inquietudini, insonnia ed affanni vari. Ora quando mi capita di annusare quel fetore patogeno che sgorga immondo dalle smanie o dalle nevrosi di chi si inganna di vivere, mi arruffo come un gatto e sputo immediatamente il mio dissenso. Non voglio più che l'ansia mi attanagli l'esistenza, non voglio più che mi riduca ad un miscuglio di nervi a pezzi, occhiaie livide e notti di pece. L'ansia sta nella smania di non arrivare, nella frenesia di non riuscire, nell'accanirsi contro cose e persone, nel respiro che non basta. E' una pandemia senza piaghe che uccide senza requie.

[foto by dmaabsta]

8 febbraio 2018

La scuola dei piccoli mostri

Ritiro le pagelle dei miei nipoti al posto della madre che non poteva. Piccola scuola, pochi bambini per ogni classe. Aspetto e seguo gli sguardi di donne che non conosco neppure. Incontro un maestro e una maestra entrambi esausti. Sono concordi nel notare la fatica di un mestiere che pare peggiorare ora dopo ora a contatto con bambini sempre più pigri, distratti, pieni di sé e poco inclini all'ascolto. Bambini drogati di video game, tablet e telefoni, succubi di una realtà che non sanno più inventare né immaginare perché qualcuno l'ha già confezionata e messa in vetrina solo per loro. Non sanno scrivere poiché non hanno voglia di leggere. Ovviamente.

[foto by MWweiss-Art]

6 febbraio 2018

Il giuggiolone

Io lo chiamo giuggiolone e trattasi di quel figlio, per lo più maschio, cresciuto senza crescere mai. Tirato su da una mamma che lo tiene come si tiene un bambolotto, che lo assedia e lo sostiene col suo fiato di tigre e befana. Il giuggiolone teme un po' tutto e si muove solo dopo averlo chiesto alla mamma. Non ride se lei non ride, non sceglie se lei non sceglie e, soprattutto, non pensa se lei non ha già pensato. Si muove circospetto in un mondo tanto cattivo e tanto colpevole che non lo lascerà mai in pace. Il giuggiolone è figlio di un assillo, di un terrore e di angosce mai curate. Incede ma non vive e così si spegne.

1 febbraio 2018

Lei

Lei pensa che le cose le vengano incontro da sole. Come fanno le stagioni o i passanti. Lei pensa che se una cosa non viene ad incontrarla è perché quella cosa non è ancora pronta per farlo. Quando lo sarà, si troverà sul suo cammino ed insieme decideranno cosa e come viverla. Lei guarda a sé con un briciolo di inquietudine ma poi si affida a uno sguardo d'azzurro e a quella che chiama provvidenza e non si scompone perché prega e crede e non finisce mai di sperare. L'ammiro per l'immensa fede che scandisce ogni suo pensiero e qualche volta vorrei somigliarle un po'. Magari solo un po'.

[foto by hacekomoe]

29 gennaio 2018

Di sogni e d'ossa

Un giorno aprirò una libreria piena zeppa di opere che in pochi hanno il cuore di vendere. E sarà piena di gente intelligente intenta ad amare il senso profondo di quel che ogni libro contiene. Un giorno scriverò lettere che tornano ad essere di carta e a persone che non devo conoscere ad ogni costo. Un giorno io e la mia amica A. avremo un bellissimo casale in collina con grandi alberi da rimirare da lontano. Un giorno venderò il pane profumato di legna e patate come quello che comprava mia nonna. Un giorno sarò la poetessa che avrei voluto essere fin da ragazzina e tutto il mondo ricorderà i miei versi di albe e sangue.

[foto by estellamestella]

26 gennaio 2018

Qualche libro per non dimenticare

In verità non mi serve un Giorno della Memoria per ricordare la Shoah. Perché di libri per non dimenticare ne leggo spesso e da anni. Tra quelli che più ho amato e che trovo più rilevanti c'è "La notte" di Elie Wiesel" a cui affiancherei "L'inferno di Treblinka" di Vasilij Grossman. Molto forte ma inevitabile "Sonderkommando Auschwitz" di Shlomo Venezia. Bella lettura anche "Treblinka 1942-1943. Io sono l'ultimo ebreo" di Chil Rajchman. Non posso non dire di Primo Levi e di "Se questo è un uomo". Meno potente "Il rogo di Berlino" di Helga Schneider e chiudo senza chiudere con "Modernità e olocausto" di Zygmunt Bauman.

[foto by CassicCrimes]

24 gennaio 2018

Dall'estremità del mio mignolo scorre un fiume


Lascito
Disse: Credo nella poesia, nell'amore, nella morte,
perciò credo nell'immortalità. Scrivo un verso,
scrivo il mondo; esisto; esiste il mondo.
Dall'estremità del mio mignolo scorre un fiume.
Il cielo è sette volte azzurro. Questa purezza
è di nuovo la prima verità, il mio ultimo desiderio.




[foto by thestargazer23]